Anna Wigley, Miserable Weather/Tempo ingrato

nubi

 

Tempo ingrato

 

Il meteorologo preannuncia tempo ingrato.
E intende grigio, il mio colore di cielo
preferito: il peltro raggiante e delicato,
violetto sfrangiato delle nubi di pioggia del Galles,
in trapunte di palazzi e ammassi di colline
basse sui campi, a tracciare ombre azzurre.
E con ingrato intende pioggia:
il dio liquido, risposta alle preghiere
dei sogni febbrili dei contadini; quello
che gira le chiavi nel suolo, fa scattare interruttori,
maestro delle resurrezioni, che risveglia i semi,
dal sonno vergine, e fiocchi minuscoli,
grani lievissimi e punti quasi invisibili.
Il tempo ingrato riveste le pecore di grasso.
Il tempo ingrato gonfia grano, orzo e avena.
Le nubi si abbassano con il loro patrimonio,
i campi traboccano di lingotti, e ogni fosso
è un portafogli aperto e goccia argento.
Lasciate che corra le strade il tempo ingrato,
ragazza folle che scuote i lunghi capelli.
Lasciate che passi la mano sulle colline
e ne sani l’arido sonno. Il tempo ingrato
è nostro per diritto di nascita: cresciamo
al suono del picchiettìo sui tetti,
al canto goglottante delle grondaie.
Imparammo ad accendere le luci in cucina
nelle mattine d’estate, a portare ombrelli
ovunque, come una seconda pelle.
I frigoriferi sono stipati di burro,
crema e formaggio. Dai rubinetti il tempo
ingrato scorre in ruscelli caldi e freddi
nell’aiola delle rose dissemina capolavori.

 

pioggia
Miserable Weather

The weatherman forecasts miserable weather.
By this he means grey, my favourite colour
for skies: the radiant pewter and soft,
fraying violet of Welsh rain-clouds,
their quilted palaces and hills heaped
low over the fields, dragging blue shadows.
And by miserable he means rain:
the liquid god, answer to prayers
in the fevered dreams of farmers;
turner of keys in the soil, flicker of switches,
master of resurrections, waking the pip,
the tiny flakes, the weightless grains
and almost invisible dots from their virgin sleep.
Miserable weather puts fat on the sheep.
Miserable weather swells corn, oats and barley.
The clouds sag with riches,
the fields brim with ingots, and every ditch
is an open purse, spilling silver.
Let miserable weather run in the streets
like a mad girl, tossing her long hair.
Let it pass its hand over the hills
and heal their arid sleep.
Miserable weather is our birthright: we grew up
to the sound of pattering on roofs,
the gurgled song of gutters.
We learned to put on kitchen lights
on summer mornings, and wear umbrellas
everywhere, like second skins.
Our fridges are crammed with butter,
cheese and cream. From our taps
the miserable weather gushes in hot and cold streams
in the rose-bed scatters masterpieces.
 

Da Risveglio d’invernoEdizioni Kolibris 2010. Traduzione di Chiara De Luca

 

 

CNV00054Anna Wigley vive a Cardiff, dove lavora per il George Thomas Hospice Care. Oltre a tre raccolte di poesia, ha pubblicato un volume di racconti dal titolo Footprints (Gomer, Llandysul 2004). Nel 2000 ha vinto il Geoffrey Dearmer Prize 2000, nel 2008 il secondo premio della Academi Cardiff International Poetry Competition.

 

 

 

 

 

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Categories: Artistic Synergies, Autori Kolibris, Kolibris' Authors, Welsh Poetry

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    Anna Wigley, Miserable Weather

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