Gheorghe Vidican, “3D. Poesie 2003-2013”, CFR, 2015

 

È uscito in questi giorni, per i tipi di CFR, collana le Farfalle di Plutone:
traduzione di Tatiana Ciobanu, Elena Todiras, versione poetica e introduzione di Annamaria Ferramosca, supervisione di Gabriella Molcsan.

 

 

Cop Vidican rid per webGheorghe Vidican è poeta della generazione romena degli anni ottanta, di grande personalità e con una sua autonoma fisionomia, egli stesso orgoglioso di considerarsi distante da qualsiasi influenza di corrente o gruppo.

La sua scrittura segue un consolidato progetto personale di nuovo simbolismo, in cui è evidente l’intenzione di mescolare echi del passato e incursioni nella realtà, tracce di memoria e di sogni utopici, e questo intento è perseguito all’interno di una cura serrata del linguaggio. Il suo lessico vive un’estenuazione quasi barocca dell’uso di metafore, nell’ansiosa ricerca di una forma non ossequiosa a nessun obbligo-ordine (come la solita logicità delle sequenze, l’uso della punteggiatura, etc.). La sua

poesia è stata definita dal critico Cristian Livescu un esempio di “surrealismo residuale”, per la sua tensione volta a sciogliere nel dettato campi suggestivi disarticolati e visionari.

[…]

                                                                                                                           Dall’introduzione di Annamaria Ferramosca

 

 

 

 

 

 

vitraliul trădării

 

vitraliile foşnesc prin fumul cafenelei.

fără să zăbovesc mi-am înjunghiat stăpânul

i-am furat împărăţia

o femeie cuminte veghează buricul tronului

jucându-se cu un cerc

se înveleşte cu pielea mea de dictator

visând o îmbrăţişare sferică

pentru ca să rodească prinţi

îşi pregăteşte rochia de mireasă

desenând pe nisip forma de cerc

a coroanei

netulburată se hrăneşte cu sânge

înecată de glorie.

 

 

 

 

 

la vetrata del tradimento

 

frusciano le vetrate attraverso il fumo del bar.

senza esitare ho trafitto il mio padrone

ho rubato il suo regno

una donna mite sorveglia l’ombelico del trono

giocando con un cerchio

si avvolge nella mia pelle di tiranno

sognando un abbraccio sferico

perché siano generati principi

prepara il suo abito da sposa

disegnando sulla sabbia la curva forma

della corona

acquietata si nutre di sangue

annegata di gloria.

 

 

 

 

 

 

 

 

negresa din metrou

 

împrăştie zâmbetul cu frunze de

ciocolată

privirea are pete negre pe umeri

şi-a furişat-o sub unghii

sprijinind cerul de ochii copilului

sunt o prelungire a zâmbetului

buzele cărnoase şi ele în şuviţe subţiri

îşi împrăştie mâinile

peste indiscreţia noastră. aşteaptă

ochii vrăjitoarei s-o dezlege de păcatul culorii

arătându-şi dinţii ca pe o parte a

dezmăţului.

 

 

 

 

 

 

donna di colore nella metropolitana

 

dilata il sorriso con foglie di

cioccolato

lo sguardo ha macchie nere sull’omero

lei l’ha ficcato sotto le unghie

appoggiando il cielo sugli occhi del bambino

sono un prolungamento del sorriso

le labbra carnose anch’esse in fili sottili

dilatano le sue mani

sulla nostra indiscrezione. lei aspetta

occhi di strega ad assolverla dal peccato del colore

mostrando i denti come parte della

dissolutezza.

 

 

 

 

 

 

highway 41

 

ne întâlnim pe autostrada 41. asfaltul fierbinte

al fricii ne agaţă mâinile de şoldurile soarelui

pe geamul maşinii sudoarea în cumpănă cu stropul de rouă

 

uimirea pe bancheta din spate ciuruită de întrebări despre

democraţia indienilor kiowas. ei locuiesc în bobul de porumb

cu arşiţa dinainte de vreme.

 

măsor cu mâinile umbra timpului un şarpe ingenios

autostrada 41 spre vernon hills.

 

 

 

 

 

highway 41

 

ci incontriamo sull’autostrada 41. l’asfalto bollente

della paura appende le nostre braccia ai fianchi del sole

sul vetro dell’auto il sudore in equilibrio con gocce di rugiada

 

stupore sul sedile posteriore crivellato di domande sulla

democrazia degli indiani kiowas. loro abitano il seme di mais

insieme all’arsura che anticipa i tempi.

 

misuro a mano l’ombra del tempo un serpente ingegnoso

autostrada 41 verso vernon hills.

 

 

 

 

 

 

 

sângele meu

 

figurinile din orologiul elveţian devoră lumina inoxidabilă a clipei înveliş al cloponiţei trupul meu aprinde lumânări în venele trecătorilor obosită lumina se aşează pe braţul cerşetorilor. aspru sângele meu astâmpără setea gurilor îngrămădite ca noaptea în sacoşa vânzătoarei de bilete amănuntele despre îmblânzirea tramvaielor galbene pe http://www.inserare.ro treptele catedralei îmbibate cu sângele meu leagă la ochi paşii trecătorilor cu lumina inoxidabilă a clipei.

 

 

 

 

 

 

il mio sangue

 

le figurine dall’orologio svizzero divorano la luce inossidabile dell’attimo involucro del campanile il mio corpo accende candele nelle vene dei passanti stanca la luce si posa sul braccio dei mendicanti. aspro il mio sangue lenisce la sete delle bocche ammassate come la notte nella sacca della bigliettaia i dettagli su come domare i tram gialli su www tramonto.ro le scalinate della cattedrale inzuppate del mio sangue legano agli occhi il cammino dei passanti con la luce inossidabile dell’attimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

sala oglinzilor

 

spre sala oglinzilor amintirile urc treptele alături de gabriel chifu şi bunul meu prieten

mircea mihăieş clipele rare nerostite până la capăt au învrednicit îngerii cu stropul de rouă

setea poeţilor marea călătorie prin oglinzi a rostiri de veacuri poemele marele semn

a trecerii alunecă prin mine spală mâinile şoaptelor cu-nceputuri de drum vestind lună nouă

 

în sala oginzilor nichita îmi şopteşte la ureche zâmbetul din colţul gurii a poemelor sale

mirosul de oameni îmbălsămează poezia femeile şi copii închid între ferestre cuvintele

răni frumoase înflorite-n oglinzi despart fragilul semn al iubirii în gesturi astrale

în altă sala a oglinzilor bunii mei prieteni gabriel chifu şi mircea mihăieş recompun treptele

 

 

 

 

 

la sala degli specchi

 

verso la sala degli specchi i ricordi salgono i gradini accanto a gabriel chifu e il mio buon amico

mircea mihaies rari attimi non detti fino in fondo hanno onorato angeli con gocce di rugiada

la sete dei poeti il lungo secolare viaggio attraverso gli specchi della declamazione i poemi grande segno

del passaggio mi attraversano lavano le mani ai bisbigli con cenni di cammino annunciando la luna nuova

 

nella sala degli specchi nichita mi sussurra all’orecchio sorrisi dall’angolo della bocca dei suoi poemi

odore umano avvolge di balsamo la poesia le donne e i bambini chiudono tra finestre le parole

belle ferite fiorite negli specchi separano il fragile segno d’amore in gesti astrali

nell’altra sala degli specchi i miei buoni amici gabriel chifu e mircea mihaies riassestano i gradini

 

 

 

 

 

 

 

în serile copilăriei

 

în serile copilăriei bujorii loveau luna clopotului

ţipătul mirosului de pălincă a îmbătrânit în bunicul

mamei ce trăgea cu teleguţa iarba în copita calului

se spovedeşte la nana floare singurătatea întunericului

 

în târnaţul bunicii fârmituri de peşte miroase crişul

pielea fierbinte a cocoşului cotcodăceşte în găini

în serile copilăriei bunicul limpezea pietrişul

copilăria mea umblă cu pălăria în mână prin vecini

 

 

 

 

 

nelle sere d’infanzia

 

nelle sere d’infanzia le peonie colpivano la luna della campana

il grido dell’odore di grappa è invecchiato nel nonno

materno che trainava col carretto l’erba negli zoccoli del cavallo

si confessa a zia floare la solitudine del buio

 

nella veranda della nonna il fiume cris annusa avanzi di pesce

la pelle di gallo accaldato schiamazza nelle galline

nelle sere d’infanzia il nonno risciacquava il pietrisco

la mia infanzia girovaga col cappello in mano tra i vicini

 

 

 

 

 

Vidican bn2Gheorghe Vidican nasce il 27 luglio 1953 a Petid (distretto di Bihor) in Romania, Comune da cui riceve il titolo di Cittadino Onorario nel 2013. Si laurea in Ingegneria Manageriale e Tecnologica all’Università di Oradea. Attualmente lavora come referente culturale dell’Associazione dei Disabili Visivi di Bihor-Salaj. Ha curato la Ia e IIa edizione dell’antologia del Festival “L’Occhio delle lettere”, e il volume dei poeti non vedenti Moise Ciorba e Nicu Moraru. È ideatore del Festival Internazionale di Creatività Letteraria per i disabili visivi “I passi del profeta”, arrivato alla XXI^ edizione. Dal 2007 è nella direzione della redazione della rivista culturale “Quaderni di Oradea” e membro dell’Unione Scrittori di Romania, filiale Timisoara. Il suo debutto letterario avviene a18 anni, sulla rivista “Famiglia”. Ha poi pubblicato poesie e interviste sulle maggiori riviste culturali di Romania. La sua prima raccolta dal titolo La solitudine del candelabro è pubblicata oltre vent’anni dopo, nel 1994 (ed. Cogito, Oradea). Il successivo volume, L’Utopia della sabbia (Biblioteca della rivista Famiglia, Oradea 2003) ha ricevuto il Premio del Festival Internazionale di Poesia di Sighetul Marmatiei. Sono seguite le raccolte: Feste vulnerabili (Biblioteca della rivista Famiglia, Oradea, 2003), Rigori del cerchio (ed. Axa, Botosani 2004), Trattato del silenzio (ed. Brumar, Timisoara, 2006, Premio di eccellenza per la letteratura del Consiglio Municipale Oradea), Mansarda con vetrate (ed. Brumar, Timisoara, 2008), I ginocchi del Tamigi (ed. Brumar, Timisoara, 2010), Trattato del silenzio, in edizione Braille (Bucarest, 2010, Associazione disabili visivi della Romania), Farfalle nelle trincee (ed. Brumar, Timisoara, 2011), Aspro il mio sangue (ed. Brumar, Timisoara, 2012), Maltrattato del silenzio (ed. Brumar, Timisoara, 2013), Forma obesa del fruscio (ed. TipoMoldova, Iasi, 2013). Ha conseguito di recente a Braila il Premio “Balcanica” del Festival Poetico dei Balcani (VIIIa Edizione, 26-27 settembre 2014). E’ presente nelle antologie poetiche Nel silenzio sumero (traduzioni in francese), La Nave con poeti (traduzioni in ungherese), Balcanica VII, Balcanica VIII – antologie del Festival dei Balcani di Braila 2013, 2014. Nel febbraio 2010 Il Ministro della Cultura dei Culti e Patrimonio Nazionale gli assegna il Diploma di Eccellenza per le sue pregevoli creazioni letterarie. Nel 2013 un analogo riconoscimento gli viene assegnato dal Consiglio Municipale di Oradea e nel 2014 ottiene il Diploma per la Poesia dalla prestigiosa rivista di cultura “Conversazioni letterarie”. Saggi di critica sulle sue opere sono apparsi su numerose riviste letterarie romene, a firma di noti critici letterari quali: Lucian Alecsa, Paul Aretzu, Al. Cistelecan, Ioana Cistelecan, Traian T. Cosovei, Dan Cristea, Georgeta Draghici, Cristian Livescu, Mircea Mihaies, Ion Moldovan, Irina Petras, Lucian Scurtu, Ion Simut.

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Categories: Novità editoriali, Rumanian Poetry

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1 reply

  1. Grazie per dilatare questi splendidi testi, Chiara. chi volesse scriverne una nota di lettura, può richiedere in il libro appena uscito all’editore Fabrizio Bianchi.

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